I TATUAGGI SACRI E PROFANI DELLA SANTA CASA DI LORETO: Uno studio etnografico sui tatuaggi dei pellegrini in Italia (Italian Edition)

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Management number 233511527 Release Date 2026/06/27 List Price US$1.00 Model Number 233511527
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La pelle umana, intesa come superficie simbolica e archivio vivente, costituisce il punto di partenza dell’indagine condotta da Caterina Pigorini Beri, la cui opera sui tatuaggi della Santa Casa di Loreto si configura come uno dei primi e più rilevanti esempi di proto-etnografia italiana. Inserito nel più ampio quadro dei Costumi e superstizioni dell’Appennino marchigiano (1889), lo studio documenta una pratica diffusa e profondamente radicata nelle popolazioni del Piceno, osservata con rigore scientifico ma interpretata attraverso una sensibilità antropologica che supera i paradigmi positivisti del suo tempo.L’autrice parte da un dato empirico: l’uso generalizzato del tatuaggio tra le classi popolari, in particolare tra contadini, marinai e artigiani, i quali portano incisi sul corpo segni azzurro-turchesi, visibili soprattutto sugli avambracci. Questi segni, apparentemente semplici, costituiscono in realtà un complesso sistema simbolico: croci, strumenti della Passione, cuori trafitti, motti amorosi, date e figure sacre si combinano in una grammatica visiva che unisce devozione religiosa, identità personale e memoria affettiva.Il nucleo dell’opera risiede nella dimostrazione che il cosiddetto tatuaggio lauretano non è un fenomeno marginale o degenerativo, come sosteneva l’antropologia criminale di matrice lombrosiana, bensì una pratica profondamente integrata nella vita spirituale e sociale delle comunità. In un contesto segnato da precarietà, mobilità e rischio costante — viaggi, lavoro marittimo, guerre — il tatuaggio assume una funzione insieme mistica e pragmatica: esso diviene un “segno indelebile” di appartenenza cristiana, un vero e proprio passaporto per l’eternità, capace di garantire riconoscimento e sepoltura in terra consacrata.Accanto alla dimensione sacra si sviluppa una componente profana, senza per questo dissociarsi dalla religiosità. I tatuaggi amorosi — cuori intrecciati, colombe, iscrizioni ingenue — rappresentano voti sentimentali pronunciati davanti al santuario; quelli funebri — teschi, ossa incrociate, formule come Memento mori — traducono il lutto in memoria permanente. In entrambi i casi, il corpo diviene uno spazio di scrittura, dove emozione e fede si fondono senza soluzione di continuità.Particolare rilievo assume la descrizione tecnica della pratica. I tatuaggi venivano eseguiti dai cosiddetti marcatori, artigiani locali che utilizzavano matrici lignee incise e strumenti rudimentali a più punte per inoculare pigmenti a base di fuliggine. L’autrice documenta direttamente questi strumenti, giungendo a possederne una collezione significativa, e procede a una sistematica catalogazione di 104 motivi iconografici, distinti per ambiti tematici e influenze religiose.L’opera assume così un valore duplice. Da un lato, costituisce un archivio materiale e iconografico di una tradizione destinata a scomparire sotto la pressione delle normative igieniche e della modernizzazione; dall’altro, rappresenta una presa di posizione teorica contro la riduzione del tatuaggio a segno di devianza. Pigorini Beri restituisce dignità a una pratica interpretata come espressione autentica della fede popolare, definendola una vera e propria “istituzione mistica” e un rito di passaggio collettivo.In definitiva, I tatuaggi sacri e profani della Santa Casa di Loreto si impone come un’opera di confine tra etnografia, storia religiosa e antropologia culturale. Attraverso l’analisi del corpo inciso, l’autrice dimostra che la pelle può trasformarsi in reliquiario, documento e linguaggio: un luogo in cui il visibile e l’invisibile si incontrano. Read more

ASIN B0BQLB5BMZ
Language Italian
File size 16.8 MB
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Print length 104 pages
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Publication date December 20, 2022
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